Bengala: curiosità e pericoli in casa

I gatti del bengala sono animali per natura curiosi all’inverosimile. Questo li porta a ficcarsi spesso in situazioni veramente pericolose.

Allevare un gattino comporta un’attenzione a 360 gradi sulle fonti di pericolo, anche superiore a quella dedicata a un bambino.

Più di un bimbo, infatti, l’animale avrà occasione di restare solo in casa o di essere lasciato libero di agire indisturbato senza essere direttamente sotto i nostri occhi. Bisogna pertanto rendergli inaccessibile tutto ciò che è potenzialmente pericoloso.

Inoltre il forte istinto di cacciatore (da cui nasce la curiosità), associato alla fantastica agilità felina fa sì che di rischi in casa il gatto ne corra parecchi.

Solo quando sarà sfinito crollerà in un sonno profondo, ma tra un pisolino e l’altro non mancherà di sbirciare in ogni angolo della casa, arrampicandosi ovunque, saggiando con la zampina qualsiasi oggetto catturi la sua attenzione.

Giocherà con tutto ciò che è facilmente semovibile, tenderà agguati agli oggetti in movimento come ad esempio le tende svolazzanti, annuserà liquidi e solidi, commestibili o no è indifferente.

Soddisfatto delle sue scorrerie si cercherà un posticino il più possibile riparato per concedersi una pennichella.

Questo quadretto è simpatico e divertente; tuttavia la metà degli oggetti con cui ha giocato, dei liquidi che ha assaggiato, delle sistemazioni che si è trovato per dormire sono delle potenziali minacce alla sua incolumità fisica.

Conviene dunque, prima di diventare proprietari di un gatto, cercare di individuare le fonti di pericolo, per prevenire ogni possibile incidente.

Nella maggior parte dei casi, al raggiungimento dell’età adulta, se avrà superato indenne le prove di sopravvivenza cui si è sottoposto, la curiosità sarà quasi saziata e insieme si potrà godere affettuosi momenti di relax e tenerezze come solo un gatto può donare.

Elettricità

Fortunatamente oggi le nostre case sono quasi tutte dotate di impianti elettrici salvavita; uno dei giochi preferiti dai giovani mici è infatti quello di trascinare, scuotere e rosicchiare i fili elettrici sparsi per la casa, fino ad arrivare a scoprirli e rimanere fulminato.

Questo è, tra l’altro, uno dei classici intrattenimenti con cui i padroni stessi, ovviamente con materiali diversi, quali cordicelle e spaghi, invogliano i gatti a giocare.

Chi non si è mai divertito a far inseguire a un gatto una cordicella serpeggiante? È naturale che il gatto non distingua il tipo di materiale e, in assenza di un compagno che lo faccia divertire, si organizzi da solo con quello che offre la casa.

Fondamentale è quindi far sparire dalla vista del gatto i fili elettrici, nascondendoli sotto i tappeti o dietro i mobili.

Nel caso fosse impossibile è consigliato disinserire le spine prima di lasciare il micio incustodito ricordandosi poi di controllare i fili al rientro prima di riallacciare la corrente.

È peraltro necessario educare il cucciolo a non divertirsi con i fili elettrici.

Davanzali e balconi

I gatti sono grandi equilibristi oltre che agili saltatori. È per loro semplicissimo ritrovarsi appollaiati sul davanzale di finestre e balconi ad osservare il mondo esterno. O addirittura percorrere i cornicioni.

Talvolta, tuttavia, cadono. E anche da altezze considerevoli. In primo luogo perché amano appisolarsi sui davanzali, si svegliano distratti e perdono l’equilibrio.

In secondo luogo perché emerge la loro indole di cacciatore: vedono passare uccelli e insetti in volo e credono di poterli afferrare con un balzo. Un gatto si può anche salvare da una caduta di parecchi piani, ma non illudiamoci che gli serva da lezione.

Alla prossima occasione ci riproverà. Inoltre potrebbe anche smarrirsi a seguito della caduta. È utile quindi evitare che il micio possa sporgersi dal balcone o dalla finestra.

Come? In commercio esistono barriere in plexiglass trasparente, graticci in legno o plastica con maglie sufficientemente strette da non far passare la testa del gatto, reti metalliche, zanzariere da installare su tutta la lunghezza del balcone o della finestra.

È importante fissare bene la struttura per evitare che l’ostinatezza del gatto riesca a spostarle. Riuscirà lo stesso ad appostarsi per osservare l’ambiente che lo circonda, ma sarà protetto.

In cucina

la cucina è il luogo prediletto dal gatto per gli odori allettanti che si diffondono, e perché è qui che gli viene servito il pasto. Ma è anche uno dei luoghi domestici più insidiosi per la sua incolumità.

Educare comunque subito il micio di casa a non saltare sui ripiani della cucina è importante per evitare la maggior parte dei pericoli cui può andare incontro.

A cominciare dai fornelli, accesi o appena spenti. Il gatto maldestro, attirato dagli odori, salta improvvisamente sulla cucina a gas e può ustionarsi col fuoco o rovesciarsi addosso cibi bollenti.

Capita spesso che, spinti dalla voglia di annusare, alcuni gatti si bruciano i baffi. È dunque prudente non lasciare mai incustoditi i fornelli quando si cucina e coprire le piastre appena utilizzate o raffreddarle con l’acqua.

Siccome i gatti sono furbi, imparano velocemente le tecniche per aprire il frigorifero per servirsi: è sufficiente anche solo l’utilizzo sapiente di una zampina.

Oltre a non essere buona abitudine rubare il cibo, il gatto corre il rischio di rimanere intrappolato nel frigorifero. Se poi trova del ghiaccio e lo lecca, la sua lingua potrebbe rimanervi incollata, procurandosi in tal modo delle ferite poco piacevoli.

È di semplice installazione sullo sportello una sicura (adatta anche per i bambini) che rende un po’ più complicate le operazioni di apertura del frigorifero perché ogni volta va risistemata, ma protegge bistecche, formaggi e pesce dal ladruncolo goloso di casa. Il quale non disdegna di rovistare anche nella pattumiera, che contiene golose prede quali ossi di pollo, lische di pesce…ma anche pezzi di vetro o di plastica.

È buona norma quindi riporre il contenitore dei rifiuti dentro un mobile o adottare un modello con coperchio. Non va dimenticato che, anche se il sacchetto con l’immondizia è chiuso, i gatti sono muniti di unghie e denti e possono arrampicarsi, rovesciare e rompere pur di raggiungere il loro scopo.

Gran parte delle intossicazioni sono dovute all’ingestione di sostanze che gli animali trovano tra i rifiuti. Tra questi il pericolo maggiore deriva dagli ossi di pollo, che possono causare problemi all’apparato digerente.

Gli stessi sacchetti di plastica vuoti devono essere tenuti lontano dalla portata del gatto: fanno rumore ed è divertente cacciarvisi dentro. Peccato che si rischi di soffocare.

Il forno, oltre ad essere ustionante se appena utilizzato, fa parte di quei luoghi raccolti dove a un gatto può venire in mente di rincantucciarsi per schiacciare un sonnellino.

Lasciato magari aperto per farlo raffreddare può poi venire richiuso e acceso senza accorgersi che dentro riposa ignaro il povero micio.

Controllare sempre che sia vuoto! Così come è importante controllare sempre che, per sonnecchiare, il gatto non abbia scelto la lavatrice magari già colma di morbida biancheria da lavare.

Per prevenire spiacevoli inconvenienti è buona norma tenere sempre chiuso lo sportello. In cucina, come in tutto l’appartamento, è bene non lasciare in giro materiali che pungono: puntine, aghi, spilli, viti e chiodi.

Soprattutto i cuccioli di bengala li considerano giocattoli spettacolari, divertendosi a farli muovere e rotolare, con la conseguenza che spesso si pungono le zampe o la bocca se cercano di afferrarli; maggior danno si procurano se li ingeriscono, rischiando così una perforazione o un’occlusione intestinale.

Anche le cassette degli attrezzi, i cestini da cucito, il materiale da disegno vanno sistematicamente tenute chiuse e riposte in luoghi sicuri.

Sostanze tossiche

Fortunatamente i gatti non sono golosi e ingordi come i cani; anzi sono spesso molto più schizzinosi; soprattutto i cuccioli, tuttavia, si lasciano attirare da sostanze odorose che, se ingerite, risultano nocive. Ai gatti piacciono molto le piante.

Ancora di più se sono tossiche come il ficus, l’oleandro, i gerani, il tasso, l’azalea, i rododendri, le stelle di Natale, l’edera e i bulbi dei tulipani, per citare le più comuni.

Ci sono piante che provocano irritazioni o bruciori agli occhi o alla pelle, altre il cui contatto causa dermatiti allergiche, altre ancora che provocano, se ingerite, disturbi digestivi, renali, cardiovascolari o turbe nervose.

È necessario fare attenzione anche all’uso di antiparassitari: talvolta i gatti mordicchiano le foglie di alcune piante quali begonie, dracene e papiri; se cosparse di peperoncino piccante allontanano il micio.

Ai gatti piace molto mangiare l’erbascavare la terra delle piante: indirettamente possono però poi assorbire gli antiparassitari  e i fertilizzanti quando, al termine dell’azione devastatrice, si dedicano con noncuranza alla normale pulizia delle zampe, ingerendoli.

Osservando il gatto di casa è possibile capire subito se si tratta di un soggetto attratto dalle piante e correre ai ripari, arrivando a rinunciare alle piante in appartamento.

Altrettanto velenosi sono i detersivi e le altre sostanze che si tengono in casa per vari usi domestici. Da tenere tassativamente lontano dalla portata dell’animale la candeggina, l’ammoniaca, gli insetticidi, specie quelli utilizzati contro formiche e scarafaggi.

Se sono proprio necessari, è bene isolare la stanza in cui sono stati distribuiti e tenere alla larga il curioso. È però il veleno per topi, la stricnina, la maggior causa di avvelenamenti denunciata dai veterinari.

Un discorso paritetico vale per i medicinali, i quali, oltre a dovere essere custoditi al riparo dalle tentazioni, vanno somministrati con cautela e strettamente sotto il controllo del veterinario.

Farmaci comunemente utilizzati dagli umani sono intollerabili dagli animali, come ad esempio l’aspirina (il gatto impiega 72 ore a smaltirne una compressa) o gli antidolorifici che contengono sostanze che possono causare ulcere gastriche ed emorragiche.

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